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Mirko Bertolucci: "A 48 anni un'altra stagione con i pattini: uno stimolo per fare ancora meglio"

Abbiamo raggiunto telefonicamente l'allenatore-giocatore della BDL Correggio, Mirko Bertolucci

Come sta passando la quarantena

"Ho raggiunto casa a Viareggio prima del blocco degli spostamenti e nelle prime settimane mi sono dedicato alla sistemazione del giardino e della casa in generale. Ho sempre dedicato un'ora della mia giornata alla preparazione fisica, proprio come tutti gli altri compagni di squadra. Rispettiamo le regole e poi ritorneremo a pattinare ed a giocare."

La sua esperienza a Correggio, primo anno in A1 come giocatore-allenatore

"E' stata una stagione molto complicata. Il doppio ruolo è impegnativo e l'aiuto di Pablo Jara durante le partite è stato fondamentale. Il salto di categoria è stato importante e abbiamo dovuto rinforzare la rosa con tanti giocatori nuovi, quattro quinti del quintetto base. Il primo periodo è stato il più difficile: giocavamo bene ma non riuscivamo a capitalizzare. In più non tutti sono riusciti ad entrare nel mio metodo di lavoro e c'è voluto più tempo del previsto. Insieme alla società abbiamo avviato un percorso parallelo con una mental-coach che ha aiutato tutti ad avere più autostima. I risultati sono arrivati subito e la nostra partita più importante è arrivata contro il Lodi e ci ha sbloccato definitivamente. Da quel punto siamo entrati in una nuova dimensione e siamo state tra le migliori squadre del girone di ritorno. Con la salvezza a pochi punti potevamo anche giocare i preliminari dei playoff e sarebbe stato bello confrontarci direttamente con formazioni più forti con una sfida secca. A questa prima stagione in A1 il voto è tra il 6 ed il 7"

Nei giorni scorsi è arrivata anche la conferma per il prossimo anno

"L'accordo verbale con il Correggio Hockey c'era già, ed è stato molto semplice confermare per il terzo anno consecutivo questo progetto. E' un progetto importantissimo perchè valorizza e accresce il livello qualitativo del settore giovanile. E' una scelta impegnativa per una società sportiva confermare la mia presenza in questo periodo storico e ringrazio tutti i dirigenti che credono nel progetto iniziato tre anni fa. Potevamo ritagliarci qualche posto importante nelle finali giovanili anche quest'anno, ma sarà per la prossima stagione. Il valore di un settore giovanile non lo scopriamo oggi, ma nasce dalla volontà di dare un percorso agli atleti che li possano portare ai massimi livelli, ma non dettato da una temporanea necessità per problemi economici. E' un pensiero che dovrebbe essere il cuore di ogni club italiano."

48 anni da poche settimane, come si sente ancora come giocatore

"Sinceramente pensavo che questa fosse l'ultima stagione come giocatore. La società però mi ha chiesto di rimanere ancora un anno anche come giocatore, in quanto hanno visto che la mia presenza in pista è molto importante. Le sfide nella mia carriera le ho sempre accettate e mi sono sempre messo in discussione anche negli anni più belli a Follonica. Sono sempre molto esigente sulle mie prestazioni, ricerco la perfezione ed anche se ho 48 anni, giocare contro atleti appena 20enni, mi dà uno stimolo grandissimo. Mi sento ancora competitivo anche se l'asticella inesorabilmente si alza"

Come vede ora la situazione dopo lo stop

"Speravo sin dal primo momento che si potesse ripartire ma la scelta è stata inevitabile per le notizie che arrivavano da tutta Italia. Il problema sanitario è diventato subito gigantesco e la scelta di sospendere e poi annullare è stata giusta. Inoltre giocare a porte chiuse per il nostro sport vorrebbe dire perdere tutto il fascino della disciplina. La voglia di ritornare a lavorare sui pattini è tanta e vedremo quali saranno le indicazioni delle istituzioni"

 Foto di Marzia Cattini