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Milano si conferma la squadra da battere

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Nuova Stagione e “vecchi vizietti”. Dopo l’apprezzato vernissage dell’Attività 19-20 si è tornati a giocare e Milano si è confermata la squadra da battere. Nel weekend, anche, la Coppa Italia che ha visto il passaggio di Asiago Newts, Asiago Blackout e Milano Monsters.

La lunga attesa è decisamente finita e, se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, allora non si può che essere ottimisti per l’Inline versione 19-20. 

“VERNISSAGE” – “Dettagliata, veloce e simpatica” (cit.), la conferenza stampa che ha preceduto la gara di Supercoppa. Al tavolo sono intervenuti, a turno, tutti gli attori (capitani o allenatori) che riempiranno gli appuntamenti, coppe e/o campionato, calendarizzati per l’hockey inline da qui a fine maggio 2020, mentre a video venivano “passati” roster, palmares, formule delle competizioni e video promozionali. In questa occasione è stata, anche distribuita a tutti i presenti la “Media Guide” e sono stati assegnati i premi individuali della stagione scorsa a Mattia Mai (miglior portiere), Andrea Delfino (miglior marcatore) e Luca Rigoni (miglior allenatore). Per finire, si è trovato anche il modo di omaggiare, attraverso un breve intervento di Gianluca Tomasello (attuale responsabile delle squadre nazionali e figura “iconica” della disciplina), la figura del patron del Milano Quanta,  Quintavalle, mancato nei giorni di ferragosto.

“SEMPRE MILANO” – Dalla platea alla pista il passo è stato breve (e non solo metaforicamente) e, come nelle premesse della vigilia, HC Milano Quanta e Diavoli Vicenza hanno dato spettacolo giocandosi a viso aperto (pure troppo a sentire i commenti degli allenatori nel post partita!) la Supercoppa Italiana. Parte con una fiammata Vicenza che trova, allo scadere del primo giro di lancette, il vantaggio con Dal Ben su taglio di Baldan; Milano però è squadra troppo esperta per patire il colpo e, con un pizzico di fortuna, dopo 4 minuti trova il pari con Ferrari il cui tiro viene deviato mettendo fuori causa il portiere vicentino Alberti. Altri cinque minuti ed è capitan Banchero a fiutare il momento giusto per indirizzare un disco nel traffico dalla distanza: Alberti coperto dal “traffico”, disco che incoccia sul palo e varca la linea quel che basta per ribaltare il risultato e far esplodere il gremitissimo impianto del Quanta Club. La partita rimane aperta e piacevole, con vari ribaltamenti di fronte e occasioni per entrambe. La terza marcatura dei padroni di casa arriva allo scadere di una superiorità numerica (la prima dell’incontro) con Barsanti che “spolvera” il sette alla destra del goalie berico per il 3-1 che durerà fino all’intervallo.

La ripresa vede Milano partire con l’uomo in più e Belcastro depositare comodamente in rete una triangolazione “da urlo” con Lettera e Comencini. Il 4-1 lascia presagire una passeggiata per Milano verso l’ennesimo trofeo, ma Vicenza non demorde ed accorcia con Delfino in azione solitaria. Al decimo della ripresa l’episodio che segnerà l’incontro, Vicenza non capitalizza la superiorità del possibile -1 e commette ben due falli che la portano a giocare in doppia inferiorità; arrivano le firme di Belcastro e Ferrari sulle rispettive doppiette ed i Diavoli si ritrovano all’inferno del -4 (6-2 Milano con 13’ sul cronometro). “L’imbarcata” per i ragazzi di Sommadossi è ad un passo, ma, come dicevamo, guai a sottovalutare i Diavoli che, trascinati da un Delfino in versione “leone”,  trovano le tre reti che riaprono tutto (1 goal e 2 assist per il #9 biancorosso) e gettano nel panico il Quanta con 2 minuti abbondanti da giocare. Il coach dei vicentini si gioca subito la carta dell’uomo in più togliendo Alberti in favore del quinto uomo di movimento, Milano si stringe attorno ad un “monumentale” Mai e ringrazia il “cielo” quando la bordata di Munari si infrange sul palo alla sinistra del portiere di casa con qualche secondo sul cronometro. La Supercoppa resta a Milano (che affianca così gli Asiago Vipers a quota 7 nell’albo d’oro del trofeo) e la dedica di tutti non può che essere al “Presidente” Quintavalle che da lassù avrà sicuramente sofferto, ma poi gioito assieme ai suoi campioni.

FINALE SUPERCOPPA 

Milano Quanta-MC Control Diavoli Vicenza 6-5 (primo tempo 3-1)

Milano Quanta: Mai, Pignatti, Rigoni F., Barsanti, Comencini, Bellini A., Buggin, Banchero, Belcastro, Ederle, Lettera A., Ferrari, Ronco. All.: Rigoni Luca

Mc Control Diavoli Vicenza: Alberti, Frigo M., Chelodi, Loncar, Baldan, Munari, Testa, Ustignani, Lievore, Zerdin, Delfino, Frigo N., Roffo, Dal Ben, Tabanelli, Giaretta. All.: Sommadossi Denis

Arbitri: Lottaroli e Soraperra S.

Primo tempo: 1’13” Dal Ben (V), 4’27” Ferrari (M), 9’45” Banchero (M), 16’05” Barsanti (M - sup. num.) 

Secondo tempo: 1’12” Belcastro (M - sup. num.), 3’04” Delfino (V), 8’50” Belcastro (M - doppia sup. num.), 11’50” Ferrari (M), 14’34” Loncar (V), 18’48” Delfino (V - inf. num.), 22’46” Zerdin (V)

COPPA ITALIA – PRIMA FASE. 

Si è giocata anche la prima fase della Coppa Italia, riservata alle formazioni di Serie C. Tre incontri e tre qualificate, una attraverso uno spareggio fra le perdenti delle prime due partite. Nella gara d’apertura sofferto successo (2-1) degli Asiago Blackout che s’impongono di misura sull’Empoli B con le reti di Stona e Tessari. A seguire il netto successo degli Asiago Newts sulla giovane formazione dei Monsters (11-4). Per le “salamandre” tripletta di Ferro e doppiette di Valente e del capitano Francesco Rigoni. Nella gara delle 17, ultima chiamata per le perdenti delle due precedenti sfide, s’impongono (abbastanza a sorpresa) i Monsters con un 3-0 (in rete i giovani “Quanta” Gambin, Quartuccio e Lusignani) che non lascia rimpianti all’Empoli e catapulta i milanesi al turno del 26-27 ottobre in cui esordiranno le nove formazioni di serie B.

 

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Foto di Vanessa Zenobini