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Intervista a Martina Piredda

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Martina Piredda di Skate School Cesena è un'altra delle ragazze che stanno costruendo la scena skate femminile italiana. Ci dimostra che lo skate è la passione che può nascere in qualsiasi momento della vita, bisogna essere coraggiosi e non rinunciare mai!

Martina Piredda portrait

Ciao Martina! La prima domanda viene spontanea... Dicci quanti anni hai e dove vivi.
Ciao! Ho 33 anni (appena compiuti...) e vivo a Forlì

Hai iniziato a skateare "tardi", raccontaci un po' com'è andata.
Si, ho iniziato a 30 anni suonati. Era una cosa che avevo in testa fin da piccola; guardavo video, giocavo a Tony Hawk da ragazzina... ma diciamo che non era uno sport usuale quando ero piccola, specialmente per le ragazze,
quindi non avevo mai avuto modo di provare. Poi dicono esista la crisi dei 30 anni e io l'ho avuta in pieno... un giorno totalmente a caso ho preso su e sono andata allo skate shop locale a comprare una tavola. Un completo della Darkstar... ormai è distrutta ma la custodisco con estrema gelosia.

Com'è iniziare in età adulta? Ti sei ispirata a qualcuno in particolare o c'è stato un evento speciale nella tua vita che ti ha spinta a iniziare?
Devo dire che fortunatamente sono circondata di persone da cui prendere ispirazione. Per la maggior parte molto determinati e con una gran voglia di fare. Quindi mi ispiro un po' a tutti, ognuno per un aspetto diverso... dal punto di vista prettamente dello skate ho sicuramente i miei preferiti: Lacey Baker e Shane O’Neill sono stati quelli che mi hanno fatto innamorare. Al di fuori la mia più grande ispirazione è però il mio papà, lui non c’entra niente con lo skate ma sicuramente mi ha insegnato a non mollare e fare sempre quello in cui credo.
L’evento speciale che mi ha spinta a iniziare come ti dicevo è stato qualcosa che mi è scattato dentro quando ho varcato la soglia dei 30, quelli subito precedenti sono stati un paio di anni abbastanza difficili. Per tanti anni avevo per vari motivi rinunciato in parte a me stessa e fare le cose che mi piacevano mettendo davanti gli altri... diciamo che è stato un po' il mio momento di riscatto. Avevo bisogno di riprendere in mano la mia vita e risollevarmi, lo skate è stata la mia salvezza in questo.

 

Martina Piredda boarslide


Ti ricordi ancora il tuo primo giorno in skate? Eri partita subito carica o è stato un avvicinamento lento?

Ahahah si me lo ricordo molto bene. Allo skateshop dove ho comprato la prima tavola mi avevano detto che c’è uno skatepark nella mia città (pensa te, non ne avevo nemmeno idea, per farti capire quanto fossi dentro questo mondo) e che lì c’era un ragazzo che mi avrebbe potuto dare qualche lezione e qualche dritta per iniziare. La sera stessa l’ho chiamato e il giorno dopo ho messo per la prima volta il piede sulla tavola con lui. Gli ho detto che il mio obiettivo era imparare a spingermi... e lui ha detto come spingermi. Mi ricordo che guardavo gli altri girare di fianco a me e pensavo “ma io non ci arriverò mai a fare quelle cose, a me basta andare dritta con sto coso sotto i piedi”. Ma mentre lo pensavo era già scattato qualcosa dentro... Arrivata a casa ho cercato su google scuole di skate ed è venuto fuori Skate School Cesena... poco dopo ho fatto la prima lezione di prova e da quel momento non ci siamo più lasciati

In poco tempo sei diventata uno dei pilastri portanti della Skate School Cesena. Di cosa ti occupi esattamente?
Direi un po' di tutto. C’è tanto da fare, dalle lezioni, organizzazione di nostre iniziative, eventi, camp... Diciamo che quello che si vede al di fuori come la singola lezione o il singolo evento richiede un dietro le quinte non indifferente. Siamo un team con personalità molto varie ma ben equilibrate. Col tempo abbiamo imparato a conoscerci e a saper mediare l’uno con l’altro. Ci sentiamo e confrontiamo tante volte al giorno, ognuno di noi contribuisce al risultato finale a suo modo. Ci impegniamo tanto ma devo dire che i risultati si vedono.

Martina con un allievo

Nelle tue attività con la Skate School qual'è la tua preferita?
Bella domanda!!! Così su due piedi viene da dire le lezioni. La felicità negli occhi di qualcuno che riesce finalmente a chiudere un trick che gli stai insegnando è impagabile. Ma in realtà anche il rapporto coi genitori, coi ragazzi, con gli altri istruttori... siamo una grande famiglia. Poi dopo tutto l’impegno vedere che le cose funzionano e che vengono apprezzate è sicuramente appagante. Diciamo che la mia attività preferita è fare Skate School a 360 gradi

Oltre alla skate school hai anche un lavoro "normale". Sei molto brava ad incastrare tutti gli impegni. Come è la tua giornata tipo?
In una parola? Infinita! Lavoro in ufficio dalle 8 alle 17:30. Mi cambio al volo, vado a Cesena, arrivo a casa in media verso le 22, mangio e svengo finché non suona la sveglia il giorno dopo. Il sabato lo dedico a me, mi alleno tutti i sabati mattina dalle 8 alle 10, vado a casa, pulisco (purtroppo c’è anche una casa da mantenere) poi il pomeriggio se ho ancora un po’ di energia skateo con gli amici. Domenica mattina di nuovo a Cesena e poi è già lunedì e si ricomincia da capo!!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Sono arrivata a un punto abbastanza stabile... ho il mio lavoro che mi appaga, la Skate School che è la parte migliore della giornata, skateo e imparo tutti i giorni cose nuove. Direi che il mio progetto per il futuro è riuscire a mantenere questo equilibrio e trovare sempre le energie per fare tutto. Se riuscirò a farlo vorrà dire che avrò sempre il mio contributo da dare alla Skate School Cesena in particolare e al mondo dello skate di riflesso, in modo da continuare a crescere insieme.

Martina Piredda al Jurassic Skatepark

Cosa ne pensi della attuale situazione dello skateboarding femminile in italia e al mondo? Quali sono le differenze?
Credo che in Italia siamo indietro sotto molti punti di vista. Sia come strutture che come organizzazione. Dalle altre parti esiste proprio una cultura dello skate, sia in Europa che ovviamente soprattutto negli USA. Ovviamente questo si riflette anche a livello femminile, anche se credo che il problema di farsi valere in questo sport a livello femminile sia una cosa comune in tutto il mondo. Basta vedere che la stessa SLS ha una divisione femminile solo dal 2015. Ma non mi piace guardare sempre dove siamo indietro e cosa non va... guardiamo quello che funziona. Nell’ultimo anno si sono smosse parecchie cose. Tantissimi eventi dedicati alle ragazze, giornate speciali, un Cis apposta, il team federale. Quando ho iniziato io eravamo in 2 femmine. Io e una ragazzina di 13 anni. Adesso solo così a mente fredda mi vengono in mente almeno 30 ragazze che vedo skateare costantemente, sia durante le lezioni che al di fuori, e parlo solo di Forlì/Cesena e dintorni.
Io sono fiduciosa e credo che si debba prendere spunto dai paesi che fanno di più di noi per lo skate per arrivare ad avere un contesto come il loro. Credo si debba puntare molto a livello femminile in Italia, ci sono ragazze che spaccano che potrebbero arrivare molto in alto a livello internazionale. Sicuramente avrebbero però bisogno di più aiuto dal punto di vista strutturale e organizzativo. Spero ci si riesca presto.

Lascia un messaggio a tutte le ragazze che skateano o che in questo momento si stanno avvicinando allo skate.
Credeteci, non mollate e soprattutto non siate timide. Che vogliate arrivare a spingervi sul lungomare a Cervia o a fare 3flip giù da Lyon25 è la stessa cosa... l’importante è non mollare. Finché una cosa ti fa stare bene non bisogna smettere di farla.
Io ho perso tanto tempo quando ho iniziato perché mi vergognavo a girare in mezzo a maschi che andavano a palla. Cercate altre ragazze con la vostra passione, coinvolgiamoci a vicenda e facciamo gruppo. Non sembra ma stiamo diventando tante... basta cercarsi a vicenda. La parte “collaterale” più bella di questo sport sono le amicizie e le conoscenze che fai!

Martina Pireddda skate lesson