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Juan Oviedo saluta dopo 17 anni: "Arrivederci Italia"

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"Lascio tanto, ma proprio tanto. Nelle ultime settimane ho ricevuto un affetto che non mi aspettavo. Dopo 17 anni nel vostro bellissimo paese, ritornerò a casa. E' la mia seconda casa che era diventata ormai la prima"

Un emozionato Juan Oviedo saluta l'Italia che tanto ha dato alla sua carriera prima di portiere e poi di allenatore, tra tante sfide raccolte con sempre grande entusiasmo e professionalità. 

17 anni in cui lo statuario argentino, ha giocato letteralmente da Nord a Sud, realizzando uno dei migliori percorsi per un argentino ma soprattutto per un portiere argentino. Juan Oviedo arriva da San Juan, una delle culle dell'hockey mondiale da sempre, ed è diventato portiere raggiungendo finali mondiali: uno dei migliori di sempre tra i pali dell'albiceleste. Salerno, Trissino, Valdagno (con Scudetto), Novara, Breganze, Monza e Pordenone e come allenatore Pordenone, Breganze e Valdagno. 

Proprio in queste ore è in viaggio per l'Argentina, un viaggio di due o forse tre giorni, non si può sapere, perchè tutto il traffico aereo è concentrato a Buenos Aires e per raggiungere la lontana San Juan (oltre 10 ore di pullman), deve aspettare in lista di attesa prima che il Governo regionale decida le quote giornaliere di persone che possono entrare nella regione più occidentale dell'Argentina. "Aspetterò il mio turno per ritornare a casa, forse ci vorranno due giorni e poi dovrò fermarmi per 14 giorni in un Hotel deciso dal Governo dove dovrò stare isolato dal resto del mondo per rispettare la giusta quarantena". 

"Lascio un paese che mi ha dato tantissimo, a livello professionale ed a livello umano. Mi ha fatto crescere tanto anche come persona e devo ringraziare tutti quelli che mi sono rimasti vicini in tutti questi anni. Per me sarà un Arrivederci non un Addio. Stiamo costruendo dei progetti con Diego Mir per un "hockey academy" che permetta lo scambio interculturale e sportivo tra Argentina, Spagna, Portogallo e proprio Italia. Sarà un interscambio a due vie; la volontà è anche di portare dei ragazzi europei in Argentina per capire come si cresce nel nostro paese, dove lo spirito è talvota diverso da quello europeo"

Inoltre lavorerà insieme a suo fratello Oscar, allenatore della prima squadra del club Olimpia, uno dei club più importanti della città argentina, anche lui con trascorsi in Italia.

Juan ritornava ogni estate a casa a San Juan, ma solo 7 mesi fa è riuscito a passare il primo Natale insieme ai suoi cari dopo un decennio. "Mi mancano tantissimo quei momenti e quelle festività che ho perso per buona parte della mia vita. A dicembre sono ritornato a casa per 4 giorni, sono stati intensissimi"

Per molti era un capitano in pista, un portiere dalle capacità tecniche impressionanti, ma anche caratterizzato da un carattere indomabile che lo ha contraddistinto per tutta la carriera anche per quella di allenatore, dai ragazzi alle squadre femminili, dove ha conquistato diversi scudetti col Breganze, fino all'esperienza con una grande squadra a Valdagno. Le sue urla, per chi lo ha vissuto dentro e fuori la pista, non saranno mai scordate, per quella passione che ha sempre contraddistinto la sua carriera.

L'Italia perde una delle icone dell'hockey argentino, ma soprattutto una persona che ha sempre dato tutto per questo sport.

L'augurio a Juan per chi ama questo sport, è di rivederlo presto in pista in Italia o in qualche pista argentina, magari a contendersi titoli importanti.

Grazie Juan! Suerte y Hasta luego!