Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubepinterestgoogleplus

Intervista a Miriam Zanella

images/medium/girls_talk_miriam_zanella_fisr.jpg

Dopo l'intenso periodo dei Campionati Italiani di Skateboard in cui le notizie sulla tavola a rotelle erano concentrate su quello, torniamo a dare voce delle ragazze dello skateboarding italiano con questa intervista alla ferrarese Miriam Zanella.

Girls Talk Miriam Zanella

Ciao Miriam, presentati ai nostri lettori.
Ciao, sono Miriam, ho 22 anni e vengo da Copparo, un paese in provincia di Ferrara.

Da quanto tempo skatei? Com'è stato il tuo inizio con la tavola?
All’età di 5 anni vedevo i ragazzi nel park dietro casa andare in skate e così mi sono incuriosita e mi sono fatta regalare uno skate giocattolo. All’inizio lo usavo come un gioco e all’età di 13 anni mi sono comprata il primo skate serio. In quel periodo ho imparato le basi come l’ollie ma utilizzavo lo skate di rado. Negli ultimi due anni e mezzo ho iniziato a cimentarmi a livello agonistico.

Girls Talk Miriam Zanella front board

Dove skatei di solito e com'è la situazione attuale degli skatepark nella tua zona?
Sk8to nel park dietro casa in cui purtroppo c'è solo un box e due rail. Nonostante le proteste fatte per la chiusura delle rampe (del park locale, ndr), non si è ancora risolto niente. Per avere qualcosa di meglio devo spostarmi di circa 25 km sia per una buona bowl (Comacchio), che per un buon park street (Ferrara). Ad oggi vorrei ricordare che nel mio paese ci sono solo io che lo pratico, senza neanche una figura maschile o femminile, quindi imparare nuovi trick o avere qualche stimolo in più è davvero tosto.

Ti piace partecipare alle gare e metterti alla prova. Raccontaci le tue esperienze ai contest. Perchè le ragazze dovrebbero partecipare?
Ho iniziato solo da un anno a partecipare ai contest (due tappe regionali e il CIS). Nella prima gara che feci avevo l'adrenalina a mille, non capivo dov'ero e avevo dimenticato la line che dovevo fare. Poi alla seconda ho cercato di stare più tranquilla e ai nazionali, nonostante la tensione fosse tanta, la mia unica preoccupazione era oltre il non riuscire a chiudere i miei trick, a non slogarmi una caviglia visto che mi ero ripresa da circa due settimane dopo un mese di fermo. Prima dello scorso anno non ho mai fatto gare, sia perché troppo lontane come il CIS a Bolzano, sia perché non mi sentivo pronta psicologicamente e fisicamente per poter affrontare una gara del genere. Ora come ora, posso dire a tutte le ragazze di non preoccuparsi, perché appena ci sei dentro ti senti come in una grande famiglia e qualsiasi cosa tu faccia, sia brutta che bella, tutti fanno il tifo per te. È davvero una bella esperienza!!

Miriam Zanella kgrind ph. Federico Romanello

Cosa significa per te skatare e quale traguardo vorresti raggiungere?
È difficile da spiegare perché quando sono sulla tavola, l'unica sensazione che provo è la libertà. Non miro molto in alto, solo ad essere felice nel fare quello che mi piace, partecipare ai contest e chiudere nuovi trick.

Cosa ne pensi della scena skate femminile italiana? Cosa vedi di buono e cosa manca?
Negli ultimi anni molte femmine si stanno avvicinando allo skate e questo è un grande passo rispetto a quando ero piccola, perché era considerato uno sport prevalentemente maschile e le femmine si contavano sulle dita di una mano. Con l'aumento dei park e con le skate school, molte bambine si avvicinano a questo mondo... Spero vivamente che continui a crescere e un giorno l’Italia possa raggiungere il livello degli altri paesi.

Girls Talk Miriam Zanella 5 0

Coltivi qualche altra passione oltre lo skate? Facci conoscere Miriam "non skater".
Pratico atletica leggera quasi tutti i giorni cercando anche di rinforzare i muscoli che mi servono in skate... In particolare, la corsa per il fiato e le caviglie. Sto frequentando l'università per poter diventare educatrice e il mio sogno sarebbe quello di mettere insieme le mie due grandi passioni, skate e bambini... Dunque, insegnare lo skate ai bambini.

Che messaggio vorresti lasciare alle future skater?
Non è uno sport semplice, si cade spesso ma è solo così che riesci a capire dove sbagli. È una lezione di vita importante, non bisogna mai arrendersi davanti agli ostacoli, anzi, ci si rialza e si va avanti. È un mondo bellissimo, soprattutto perché ci si conosce tutte e hai amici in ogni dove.