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ANTONIO MERLO: IL RICORDO DI MARIKA KULLMANN

Busto Arsizio (VA) anno 1956. Nasce l’Accademia Bustese” K” società di pattinaggio artistico dalla volontà di appassionati delle rotelle: Dott. Foresti e mio padre Dott. Gustavo Luigi Kullmann a cui si aggiungono poco dopo Giancarlo Castiglioni, il segretario Gajani e tanti altri. Non esiste una pista ma un “salone” presso la Colonia Elioterapica di via Contardo Ferrini a Busto Arsizio. L’allenatore è mio zio il Maestro Franco Beretta. Lì avviene l’incontro tra due “grandi ” dell’artistico: il Maestro “ il Sig.Franco” e l’atleta “Antonio”. Il Maestro è un grande educatore, competente, appassionato, l’atleta è talentuoso, volitivo e entusiasta di questo sport. Stima e amicizia legano subito il Maestro Franco alla famiglia Merlo. Gabriella la primogenita diventa una bravissima pattinatrice e poi allenatrice e il fratellino che nasce non potrà che chiamarsi “Franco”. Antonio cresce e con lui la sua "stoffa da campione": inizia a vincere sempre più titoli italiani sia in singolo che in coppia artistico con Donatella Cazzaniga . Le sue vittorie non sono mai scontate, gli avversari sono “forti” come il savonese Roberto De Benedetti o gli atleti dell’Edera Trieste. Antonio parte per il servizio militare e passa l’ultimo periodo di leva a Piacenza. Piacenza diventa la sua nuova città. Qui ha i suoi affetti, la sua famiglia e il pattinaggio che ormai gli scorre tra le vene e diventa la sua scelta di vita. Antonio veste la maglia azzurra un’infinità di volte con eccellenti risultati che sono nel palmarès della FIHP. Quando smette negli anni '70, diventa allenatore: non uno qualunque ma l’Allenatore della Nazionale e poi il CT della Nazionale. Le sue vittorie come Commissario Tecnico restano incise nella storia della FIHP. Per me sarai solo Antonio, la persona che ho conosciuto da bambina, con cui ho trascorso le vacanze sui pattini a Clusone, con cui mi sono allenata, con cui mi sono lealmente confrontata da allenatrice e con cui ho collaborato da Consigliere Federale. Una domanda: e se non ci fosse stato quell’incontro nel lontano 1956 tra te e mio zio? Grazie Antonio per ciò che hai fatto. Un abbraccio forte forte a tutti i tuoi cari! Marika Kullmann