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A febbraio 2020 lo stop alla Coppa Italia HP. Il ricordo dei protagonisti alla vigilia dell'evento targato 2021

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È passato un anno. 365 giorni scanditi da una pandemia che ha segnato nostre le vite, stravolgendone la quotidianità famigliare e lavorativa. Proprio a fine febbraio del 2020, quando si scopriva il primo italiano positivo al Coronavirus a Codogno (paese a 20 chilometri da Lodi), nel calendario dell’hockey pista era a programma la Final Eight di Coppa Italia. Dal 28 febbraio al primo marzo, dunque, Lodi avrebbe dovuto ospitare la competizione tricolore. Finì che proprio la Coppa Italia di hockey pista fu il primo grande evento annullato dalla FISR per Covid-19. Ora, a distanza di un anno, si prova a tornare alla normalità, seppur con tutte le precauzioni anticontagio e le porte dei palazzetti ancora chiuse. I quarti di finale di Coppa Italia sono stati anticipati a sabato 27 e domenica 28 febbraio 2021 in casa delle migliori classificate e sempre come sfida diretta; le squadre vincitrici saranno di scena alla Final Four nei giorni 24-25 aprile con sede da definire. 

Molti dei team che avrebbero dovuto disputare la Final Eight 2020 sono protagonisti dei quarti di finale targati 2021, con una classifica che, fatalità, vede Lodi a 47 punti e Forte dei Marmi a 46, praticamente come un anno fa. Mentre al Trissino, all’epoca allenato da Sergio Silva (ora sulla panchina del Follonica), è andato il triste primato della prima formazione con un caso di positività al Covid. “Quando abbiamo avuto la notizia del contagio del nostro giocatore Stefano Dal Santo non è stato facile - racconta coach Silva -. Non si sapeva ancora molto su questo virus e ci sono stati momenti di panico. Tutto il gruppo squadra e lo staff è stato messo in quarantena, fortunatamente non ci sono stati altri positivi. Ricordo che ci portavano la spesa a casa perché non potevamo muoverci. A posteriori la decisione di fermare il campionato e annullare la Coppa Italia è stata la scelta migliore”. 

Anche lo storico capitano del Lodi, Domenico Illuzzi, ricorda l’apprensione che ha caratterizzato i primi mesi della pandemia: “Finalmente il nostro club era riuscito a ottenere l’organizzazione della Coppa Italia ed eravamo in testa al campionato; non siamo riusciti a chiudere in bellezza nessuno dei due appuntamenti. Siamo passati dall’allenarci tutti i giorni al non poterci muovere. Questa cosa personalmente l’ho vissuta malissimo: sono un atleta professionista, non poter uscire nemmeno per una corsetta mi ha spiazzato. Per fortuna a casa con me c’era la mia ragazza, molti compagni di squadra sono rimasti bloccati a Lodi da soli. Ad oggi siamo carichi per riscattare lo stop del 2020; peccato solo non poterlo fare davanti ad un pubblico e assieme ai nostri tifosi”. 

Ex tecnico del Breganze, ora a Valdagno, anche lo spagnolo Diego Mir fa un bilancio ad un anno di distanza dall’annullamento della Final Eight. “Ricordo tanta delusione per lo stop ad una competizione bella come la Coppa Italia, ma è pur vero che chi un anno fa si sarebbe aspettato una pandemia? Da allora la situazione è sempre stata complicata, non è più così scontato elaborare una pianificazione sportiva in vista di gare o eventi. E che noi siamo stati fortunati perchè finora non abbiamo fatto registrare casi di positività al Coronavirus nel gruppo squadra. Ad ogni modo credo che la Federazione sia riuscita a gestire al meglio una situazione che si è rivelata estremamente grave. Quando a luglio sono rientrato in Spagna pensavo che il peggio fosse passato e che a settembre le cose sarebbero migliorate; invece giocare la Coppa Italia, seppur a porte chiuse, è già un traguardo”.

A Simone Corona, da una decina d’anni portiere del Sarzana, prima la sospensione del campionato, poi della Coppa Italia 2020, sono parse come un fulmine a ciel sereno: “Non me l’aspettavo proprio, oltretutto lo scorso anno avevamo disputato una stagione altalenante e avevamo voglia di provare a svoltare con la Final Eight. Quest’anno ci siamo posizionati più in alto in classifica e abbiamo maggiori sicurezze, dunque puntiamo alla semifinale. Ricordo lo smarrimento per lo stop in via precauzionale legato alla pandemia e gli allenamenti a casa, fino alla notizia che decretava il fermo definitivo della stagione. La mia fortuna è stata avere compagni di squadra che sono anche gli amici di sempre: assieme abbiamo continuato a sostenerci, incoraggiandoci durante il lock down”.