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Lorenzo Guslandi: "Il diabete mi ha aiutato a creare una forma mentis vincente nel Freestyle"

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Lorenzo Guslandi è una forza della natura. Classe 1997, nato e cresciuto a Monza, il giovane universitario prossimo di laurea al Politecnico di Milano è pluricampione iridato di Inline Freestyle. Una vita ricca d’interessi, tra cui proprio quello per i pattini condiviso con la sorella 17enne Ilaria che lui stesso allena. Ma c’è una particolarità che contraddistingue la vita dell’azzurro in forza alla Federazione Italiana Sport Rotellistici. “Sono diabetico e celiaco - racconta Lorenzo Guslandi -, ma ho sempre considerato il diabete come una grande opportunità per la mia vita, non solo d’atleta. La malattia, infatti, mi ha aiutato a creare una forma mentis vincente: dove ci sono problemi e difficoltà, io vedo sfide per migliorarmi”.

Il campione di Freestyle slalom skating, nel 2018 primo nel ranking mondiale in Battle Slalom, si allena dalle 2 alle 6 ore al giorno per una media di 360 giorni l’anno. “Il Freestyle prevede la ripetizione continua del gesto per arrivare alla perfezione - spiega il giovane atleta che ai Mondiali di Barcellona 2019 ha confermato per la terza volta l’oro in Coppia Slalom con Valerio Degli Agostini -. In più ci sono i classici allenamenti a secco; dal 2013, ossia dopo il mio infortunio alla schiena, eseguo anche qualche esercizio di stretching e di allungamento prima di dormire. Ho messo i pattini per puro caso, non sono figlio d’arte: ho semplicemente imitato i miei vicini di casa. Per prima cosa mi sono avvicinato all’Aggressive Inline, poi ho seguito i consigli della mia famiglia e ho provato con lo Style…mi si è aperto un mondo fantastico”.

Lorenzo Guslandi, in forza all’Asd Roller Macherio, ha iniziato a praticare sport da giovanissimo per tenere sotto controllo il diabete, una patologia con la quale convive da quando aveva tre anni. “Se non faccio attività fisica sento che mi manca qualcosa nella giornata - racconta l’azzurro -. Non ho una dieta ferrea, cerco di mangiare in base a quello che andrò a fare nelle ore successive. Ad esempio prima di allenarmi prendo dello yogurt con frutta e qualcosa di buono come cioccolato fondente o mandorle, oppure una fetta di dolce fatto in casa da me poichè mi diletto anche a cucinare. A pranzo solitamente vado di pasta senza glutine, essendo celiaco; circa 60 grammi con sugo e grana. Quando sono in giro per il mondo con la Nazionale occupo metà della mia valigia per il cibo e porto pure il fornelletto da campeggio per cucinarmi la pasta. Prima di una gara, infatti, devo assimilare qualcosa e spesso cucino della pastasciutta senza glutine in più anche per i miei compagni di squadra. Ormai i carboidrati prima di una competizione sono diventati un rito per il team italiano”.

Lorenzo Guslandi gestisce il diabete con un microinfusore, un sistema costituito da una micropump per la somministrazione sottocutanea continua d’insulina. “È il mio sistema salvavita. Anche se ormai ho imparato a conoscere il mio corpo, mi avverte tempestivamente quando qualcosa non va - chiude il campione tricolore Senior che agli ultimi Mondiali spagnoli ha conquistato l’argento sia nel Classic Slalom, sia nella Competition Battle Slalom -. Quando viaggio ho con me un certificato medico che attesta il mio diabete e che giustifica il fatto che io abbia in valigia aghi e siringhe. Poi ovviamente il metal detector dell’aeroporto suona sempre e il test antibomba sul microinfusore non manca mai. Battute a parte molti ragazzi mi scrivono per sapere come gestisco il fatto di essere uno sportivo professionista con il diabete o come affronto un’eventuale ipoglicemia durante una competizione. Quattro anni fa durante un Europeo, nella gara di coppia con Valerio Degli Agostini, mi è successo di avere la glicemia bassa: la sensazione è di fiacchezza, dico sempre che mi sento come un omino della playstation pilotato da qualcuno che non sono io. Morale, ho parlato con i giudici spiegando il problema, ho mangiato una zolletta di zucchero seduto a bordo pista, ho atteso circa cinque minuti e poi ho gareggiato, portando a casa anche un bel risultato. Se potessi tornare indietro sceglierei comunque di avere il diabete, alla fine è quel qualcosa in più che mi rende speciale, la caratteristica che mi contraddistingue dalla massa”.