Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubepinterestgoogleplus

Nuno Resende: "Da un giorno all'altro ci è cambiata la vita"

images/1-primo-piano/hp/2020/medium/femm-pesaromontebello.jpg

Alcuni giorni fa abbiamo scambiato queste parole con il coach dell'Amatori Wasken Lodi, il portoghese Nuno Resende, prima dello spostamento al 3 maggio di ogni competizione italiana

Come sta passando la quarantena Nuno Resende?

"Personalmente sto bene insieme a tutta la mia famiglia. Sono stati giorni molto difficili in quanto appena sono ritornato in Portogallo, ho chiamato il Ministero della Salute per isolarmi immediatamente per la quarantena in caso avessi contratto il virus nei giorni precedenti, un effettiva quarantena volontaria. Dopo il periodo di isolamento sono ritornato a casa ed ora sono con i miei figli e mia moglie osservando questo momento di pausa. Escludendo i tanti momenti passati in famiglia, mi ritaglio il mio tempo libero per analizzare a video tutto quello che è successo in questa stagione, anche non riguardante la mia squadra, e seguo diverse conferenze in diretta sul mondo dello sport e della psicologia."

Sono stati momenti difficili a Lodi prima del lockdown italiano

"Il momento più difficile è stato all'inizio quando era difficile capire e gestire la situazione, sia con la squadra sia con la vita di tutti i giorni. La zona rossa era lì vicino a pochi chilometri ma ci comportavamo come se fossimo stati lì. Da un giorno all'altro ci è cambiata la vita. Sono serviti davvero tanti giorni per capire la vera dimensione del problema e quindi cercare di porvi rimedio. Praticamente abbiamo giocato il 19 febbraio a Viareggio e poi non abbiamo più messo un pattino in pista, anche perchè ci preparavamo alla sfida di sabato contro il Forte, poi posticipata a pochissime ore dall'evento. Prima della chiusura totale ad inizio marzo, la corsa per ritornare dai miei famigliari, un viaggio allucinante. Un personale ringraziamento alla società, al Comune ed alla Prefettura per esserci stati vicini in questi momenti."

La sua squadra era in testa alla classifica dopo un campionato di primo livello ed una Eurolega che la vedeva in lizza per qualcosa di importante

"E' stato un campionato di buon livello per tutti noi, il voto è positivo. Abbiamo cercato un gioco di qualità e ci siamo riusciti più volte. Abbiamo pagato caro un inizio d'anno in cui eravamo troppo appesantiti dal carico fisico ma poi i risultati sono ritornati e la partita contro lo Sporting ha rappresentato un po' la nostra stagione. E' stata una vittoria fondamentale che ci avrebbe dato una carica supplementare per quello che sarebbe successo a breve. A partire dallo scontro diretto in Campionato poi alla Coppa Italia ed ai Quarti di Eurolega. Ci tenevamo tantissimo alla Coppa Italia giocata finalmente a Lodi ed è per me ma penso per tutta la squadra un grandissimo dispiacere non averòa potuto giocare davanti al nostro pubblico."

Qual è il futuro della stagione dopo questo stop per voi appena dopo la metà di febbraio

"La situazione non è assolutamente rosea per il nostro sport perchè i tempi si stanno dilatando ed è difficile francamente pensare a cosa possa essere un campionato con settimane e mesi di pausa forzata. Tutti i giocatori sono professionisti e sono seguiti passo passo per il mantenimento della propria condizione muscolare, anzi stanno dando anche più del dovuto. Non potersi allenare per uno o due mesi in questo nostro sport è molto negativo. L'eventualità di giocare in palazzetti chiusi al pubblico è proprio contro al tipo di sport che io mi immagino, quindi è da escludere. C'è però una necessità di finire il campionato e questa dovrà essere valutata da chi è responsabile di questa disciplina, ovviamente mantenendo la priorità sulla salute, elemento essenziale per poi allenarsi e giocare. Potrebbe essere a tutti gli effetti una sorta di pre-season con tutti i problemi che ne derivano soprattutto a livello muscolare. E' una difficile decisione."

Un campionato sempre più interessante si stava delineando nella seconda parte di stagione

"La delusione più grande è proprio riguardante questo aspetto. Nel girone di ritorno ho visto un campionato italiano che aumentava progressivamente di livello e la Coppa Italia sarebbe stato un vero e proprio spettacolo nel nostro palazzetto e davanti ai nostri tifosi. Sia la società e sia i tifosi se lo meritavano. C'erano delle squadre che potevano rientrare in lizza per tutti gli obiettivi stagionali e per tutti sarebbe stata una serie di playoff molto interessante."

 

Foto di Alberto Vanelli