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Mondiali di Roccaraso: Giornata amara per le azzurre

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Ultima giornata di gare di qualificazione al Pala Bolino. L’interno del palazzetto di Roccaraso prende sempre più forma, si percepisce che la manifestazione iridata sta andando a regime. I due gironi iniziano a prendere forma e le squadre provano a conquistare in extremis i punti per guadagnare il miglior piazzamento.
Domani il mondiale aprirà le porte ai quarti di finale e oggi l’Italia, dopo le prime due vittorie, è chiamata ad affrontare una giornata intensa giocando due gare.

La prima, contro la Svizzera, è apparentemente la più facile e potrebbe far volare le azzurre in una posizione favorevole (secondo posto garantito) in classifica. Inutile immaginare, nonostante un’apparente maschera di tranquillità, la tensione che può comportare un’appuntamento del genere. Le ragazze di Coach Ceschini partono forte: dopo le prime gare disputate la squadra sembra girare più fluida. La sfida è alla portata ma come sempre manca qual guizzo e quel cinismo per andare in rete. Come spesso succede in questi casi, un dettaglio può fare la differenza. La Svizzera dopo 13’ di domino azzurro approfitta infatti di un errore difensivo e riesce a beffare l’incolpevole Benedetto. Le azzurre sembrano subire il colpo e dopo appena un minuto arriva l’uno-due delle elvetiche che allungano e acquistano sempre più fiducia. L’Italia non ci sta, preme sull’acceleratore e mette alla prova i riflessi del portiere avversario, ma nulla di fatto perché a 4’ dal termine del primo tempo arriva anche la terza rete rossocrociata. La risposta italiana giunge subito: con uno slancio ed una reazione di orgoglio le distanze vengono accorciate grazie ad una triangolazione finalizzata dalla Piccinini.

La seconda frazione riprende da dove eravamo rimasti: con le azzurre in attacco. I restanti venti minuti di gioco sono in mano alle nostre ragazze che cercano in tutti i modi e con tutte le forze di riprendere la gara. La fortuna però sembra davvero non voler girare. La porta della Svizzera è protetta da un buon portiere e sopratutto da un’aurea stregata. Il disco in tante, troppe occasioni dà l’impressione di poter entrare da un momento all’altro, ma è solo un illusone, a differenza della rete -ancora di Piccinini- che arriva a 2’ dal termine. La rimonta aleggia nell’aria, o almeno lo abbiamo sperato mentre contavamo i secondi che scorrevano inesorabili sul tabellone.
Dopo i primi due giorni avevamo promesso tra noi che non avremmo più voluto soffrire all’over time, ma stavolta lo avremmo voluto con tutto il cuore. Non è stato così, oggi non c’è stata gioia, non per noi. La Svizzera porta a casa un pesante 3-2.

Non c’è tempo di lasciare andare la mente alla gara della mattina. Dopo un’analisi veloce in albergo ed un po' di riposo si torna al Pala Bolino: arriva la Spagna.
L’avversario non è uno di quelli che ci si vuole trovare di fronte, soprattutto non dopo una sconfitta come quella subita qualche ora prima. Innegabilmente si voleva arrivare a sera con un umore diverso, con una posizione in classifica diversa, sopratutto perché ora il cammino si complica. Per evitare squadre come USA e Francia servono obbligatoriamente punti.
Le “furie rosse”, prime nel nostro girone, sembrano fiutare la preoccupazione e la tensione e ne approfittano fin da subito. La Spagna inizia ad imporre un gioco pressante che costringe in difesa le azzurre, ma l’Italia sa soffrire e ci mette cuore. Il muro difensivo però crolla a un minuto dal riposo, proprio quando sembrava si potesse passare indenni la prima frazione.
La rete subita nella chiusura non è di buon auspicio e lascia poca immaginazione per il secondo tempo. Le ragazze iberiche hanno qualcosa in più: pattinano incessantemente e cercano, come in una corrida, di stancare il toro prima della sua resa. Arrivano infatti in sequenza altre tre reti. L’Italia però non vuole appoggiare le ginocchia a terra e prova con le ultime energie a siglare un gol che regalerebbe una soddisfazione, seppur minima, in una giornata amara.

Si chiude così, con due sconfitte, il venerdì delle azzurre, ma con la consolazione di essere almeno tra le prime quattro del girone ed aver ottenuto l’accesso ai quarti di finale. Non sarà facile ma in un mondiale bisogna essere pronti ad affrontare chiunque si presenti di fronte. Non è più il momento di fare calcoli, ora il gioco si fa duro e l’Italia deve dimostrare di non aver paura di giocare.

 

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Credit foto Vanessa Zenobini