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Serie A: i quarti di finale si chiudono tutti in 2 gare. In Semifinale volano Vicenza, Milano, Ferrara e Asiago

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La rosa dei Playoff inizia a perdere i suoi petali e, dopo ieri sera, ne restano quattro degli otto iniziali. Il giardino tricolore però non sembra inaridirsi, anzi questo fisiologico sacrificio non fa altro che concentrare linfa vitale per farlo rinvigorire sempre più. Questi quarti di finale ci sono passati davanti agli occhi con una velocità disarmante, come una folata di vento che si percepisce sulla pelle ma non si vede. Eppure ci sono stati e hanno lasciato il segno. Tutte le squadre che erano riuscite ad imporsi in casa, hanno replicato il successo sulle difficili piste avversarie. Non era facile pronosticare tutti e quattro gli incroci: Milano e Vicenza partivano da favoritissime e non hanno avuto problemi a chiudere in due gare per volare dritte in semifinale. Diverso è stato per Ferrara che ha preso qualche rischio, ma alla fine ha raggiunto il risultato. Asiago e Padova hanno invece rubato la scena a tutte e hanno intavolato una serie di incontri che più che una folata di vento è sembrata una tromba d’aria che ti travolge e ti lascia stordito. Si giocava al meglio delle tre gare, ma ne sono bastate due per decidere chi sarebbe andato avanti: qualcuna si è graffiata con le spine ma è ancora sul sentiero, altre sono rimaste impigliate nei rovi. Vediamo com’è andata nel dettaglio.

Game, set, match - Non è bastato un generoso Monleale per fermare i Diavoli Vicenza che in due incontri hanno chiuso la pratica. Con un andamento di gara ed un risultato molto simile a quello dell’andata, i berici si aggiudicano il primo spazio disponibile nel tabellone delle semifinaliste. Alla vigilia era stata chiesta concentrazione e concretezza, primo su tutti Ustignani che non sembrava essere rimasto soddisfatto della prestazione dei propri compagni in occasione di Gara 1. Quelle parole forse rimbombavano nella testa degli atleti di Vicenza (privi di Pace, Zerdin e Simsic) che dal momento dell’ingaggio hanno iniziato a macinare gioco e metri di pista per pressare i padroni di casa. Un forcing fulmineo che ha indotto i falchi a commettere fallo già al secondo minuto e sono bastati poi trenta secondi a Sigmund per servire Delfino che da posizione laterale buca Grando di prima intenzione. Equilibri che si spezzano subito e si infrangono definitivamente nei tre minuti successivi per mano di Francon e ancora con Delfino, entrambi serviti da Dal Sasso. Una partenza che neanche il Monleale si aspettava così dirompente e così coach Cintori prova a chiamare time out per dare modo ai suoi ragazzi di riallineare le idee. Ad averle chiare è invece il bomber dei Diavoli, Andrea Delfino che al 10mo cala il poker per gli ospiti e toglie spazio ad ogni tipo di immaginazione. La retroguardia piemontese viene messa più volte sotto assedio, ma Grando tiene in piedi la difesa e regge fino al termine della prima frazione. Uno 0-4 che sta addirittura stretto ai veneti che avrebbero voluto mettere ancor più al sicuro la gara. Il Monleale invece, anche se le speranze di fermare un avversario del genere sono minime, vuole almeno chiudere senza lasciare nulla di intentato. Nella ripresa dunque i padroni di casa provano a chiudere gli spazi agli avversari e a ripartire veloci e così all’8’25” vengono premiati con il gol di Ghiglione che regala una gioia ai presenti al palazzetto di Novi. La serata però non è benevola per Faravelli e compagni che devono fare i conti con l’incontenibile coppia Delfino-Dal Sasso. Sono infatti loro due a brillare ed a scambiarsi i favori tra il tredicesimo e al quindicesimo minuto. La gara non ha più storia, la vittoria è in mano ai campioni d’Italia in carica, ma è nuovamente Delfino a stare sotto la luce dei riflettori e prima serve Sigmund poi quasi sulla sirena, su appoggio di Dal Sasso, mette a segno la quinta rete personale (sette punti totali nella serata) e chiude la gara sull’1-8. Monleale si congeda dal campionato con le parole del proprio capitano Faravelli che ci tiene a fare qualche ringraziamento: << Primo tempo che potevamo approcciare meglio. Loro invece hanno fatto un egregio lavoro portandosi subito in vantaggio di quattro reti. Nel secondo tempo siamo ripartiti decisamente meglio creando qualche azione pericolosa, sicuramente una bella frazione di gioco. Finisce qui la stagione, tanti sono i rimpianti viste le potenzialità. In ogni caso sono fiero della squadra che ringrazio ancora per tutto il tempo, l'impegno ed il cuore dimostrati>>. Vicenza dal canto suo vince e convince anche il vice coach Maran che a caldo dichiara: << Partita giocata bene dove abbiamo concesso poco agli avversari. Abbiamo fatto meglio rispetto a gara 1, in cui a tratti abbiamo commesso delle leggerezze che non andavano bene. Ora testa alla semifinale dove dovremo dare tutto ed essere pronti ad affrontare una serie difficile >>. E proprio in semifinale ci sarà il derby con Asiago, non proprio un avversario qualunque anche se in stagione ci sono state solo vittorie per i Diavoli.

Non poteva restare indietro l’altra pretendente al tricolore, l’HC Milano che però contro il Cus Verona impiega ben trenta minuti per sbloccare la situazione. Dopo la sconfitta rimediata in terra lombarda, gli scaligeri volevano dimostrare di poter fronteggiare la corazzata meneghina (che recupera Banchero) e uscire da questa serie a testa alta. Al Pala Avesani i padroni di casa non si sono risparmiati e hanno gettato in pista tutta la loro riserva di energie e di orgoglio nonostante un roster di “solo” due linee. I ragazzi di coach Corso hanno infatti eretto una diga che, grazie alla buona vena di Bortoli ha arginato le ondate di Vendrame e compagni, tenendoli a freno, anche in condizione di inferiorità, per tutti i primi venti minuti di gioco. Uno 0-0 a fine primo tempo che ha sorpreso tutti, a casa e soprattutto i rossoblù che non pensavano ad una gita fuori porta, ma neanche ad una gara così complicata. Il Milano però non è squadra inesperta e sa mantenere la calma per colpire al momento giusto. Negli spogliatoi crediamo che coach Sommadossi abbia tranquillizzato i propri giocatori esortandoli a restare concentrati e che alla fine una falla all’interno della difesa veronese l’avrebbero trovata. Bastano infatti cinque minuti e mezzo della ripresa per vedere Loncar servire Fiala che da posizione centrale colpisce violentemente e di prima intenzione superando Bortoli. Una rete che sembra scacciare via una sorta di “maledizione” per Milano e che dà l’impressione di far incrinare qualcosa nel morale del Verona che è subito costretta ad un fallo che apre le porte al power play ma soprattutto al raddoppio di Fiala su assist di capitan Banchero. Gli ospiti ormai si sono sbloccati e sciolgono le briglie di Fiala che sfrutta una leggerezza difensiva (nessuno a marcarlo) ed il suggerimento di Loncar, per colpire sotto porta. Gli scaligeri accusano il colpo e chiedono il time out che serve per spezzare il ritmo avversario, ma anche per rimettere in ordine la squadra. L’effetto non risulta essere quello sperato in quanto al tredicesimo ancora una volta, ancora lui (e ancora indisturbato) è Fiala a raccogliere da Banchero e firmare lo 0-4 (con 4 reti personali). Al quindicesimo la gara si infiamma a seguito di un fallo subito dal Milano dal quale scaturisce una zuffa, è pur sempre un Playoff e la tensione si taglia con un coltello, che fa aprire i cancelletti delle panche puniti. Si riprende a giocare in 4vs4 dato che le penalità sono state assegnate in maniera “uniforme” ma Verona incappa in un nuovo fallo che non fa altro che spianare la strada ai rinoceronti con Loncar che riceve da Hodge e piazza lo 0-5 che di fatto chiude la serata e le porte di Gara 3 a Verona. Un incontro difficile per Milano che però grazie ad una seconda frazione più cinica ha conquistato un posto in semifinale. Veronesi che invece salutano il loro pubblico e chiudono qui la stagione.

Era un quarto di finale al quale volgevamo molto interesse, quello tra Edera Trieste e Ferrara. All’andata gli emiliani partirono bene sulla loro pista, ma poi si fecero recuperare e dovettero forzare non poco per aggiudicarsi la vittoria. Al Pala Pikelic eravamo certi che lo spettacolo sarebbe ripreso e che i giuliani avrebbero lottato fino alla fine cercando di riportare la serie in parità. Senza aver nulla da perdere i giovani ederini iniziano quella che potrebbe essere l’ultima gara della stagione e dopo essersi fatti trovare pronti sui primi assalti estensi, riescono con Sindici a trovare il passaggio giusto per la rete di Milanese. Padroni di casa che si sentono a casa sotto tutti gli aspetti, conoscono la pista e sono sostenuti dal loro pubblico accorso per l'occasione: spinti da questi fattori riescono all'undicesimo minuto a centrare il raddoppio con Sodrznik su intuizione di Jacopo Degano. Il Trieste vola sulle ali dell’entusiasmo e inizia a crederci seriamente, ci sono anche le occasioni per allungare il passo, ma Cipriano è reattivo e il 2-0 regge fino al fischio della sirena che manda tutti a ristorarsi negli spogliatoi. Il Ferrara deve studiare un piano di recupero, la gara è ancora da giocare, ma va ripresa immediatamente se non si vuole rischiare di tornare in pista sabato per la “bella”. Al rientro in pista ci pensa allora Ballarin, con il supporto di Duchemin, a rilanciare i suoi e a riaprire i conti dopo nemmeno 20 secondi. L’Edera tenta gli affondi per riallineare le distanze, ma gli ospiti crescono e mettono in pista l’esperienza che porta al pareggio Gaboriau ben servito da Andrea Bellini. L’ago della bilancia torna al centro, ma si percepisce che è un equilibrio precario. Coach Florean, che non è uno sprovveduto, capisce che il momento per i suoi ragazzi è delicato e chiede il time out, ma un minuto e mezzo dopo Matteo Bellini serve Nicola Lettera che gela tutti e ribalta la situazione. Sembra passata un’eternità, ma il tutto si consuma nei primi cinque minuti della ripresa. Di tempo ce n’è ancora, tutto può succedere, ma le reti restano inviolate fino alla fine del tempo che scorre inesorabilmente come le speranze dei Trieste di giocarsi Gara 3. Una stagione che però resterà impressa nei ricordi dei ragazzi ederini come ammette il capitano Axel Cocozza<< Si è notata la nostra immaturità, avremmo potuto e dovuto fare meglio. Abbiamo mostrato quello che valiamo nel primo tempo, mentre nel secondo abbiamo mostrato quello che ci manca. Complimenti ai nostri avversari. Per noi in ogni caso è stata una stagione in crescendo e siamo orgogliosi del campionato disputato>>. Ferrara invece, dopo qualche brivido, va ad aggiungersi alla lista delle semifinaliste e dovrà ora inventarsi qualcosa per arginare la corsa di Milano verso la Finale Scudetto.

A contendersi l’ultimo posto nella griglia di semifinale sono i Ghosts Padova e gli Asiago Vipers che ringraziamo fin da subito per averci fatto “sentir male” per la seconda volta nell’arco di quattro giorni. Gara 2 è lo specchio di quella giocata sabato sera sull’altopiano. Le squadre si affrontano a viso aperto e invece di studiarsi, capire cosa farà l’avversario, si tolgono i guantoni e se le danno di santa ragione. Ovviamente è una metafora. Le due infatti sanno che non si può cedere di un millimetro, la qualificazione passa dal gioco in pista e dalla gestione mentale. Il primo tempo è da groppo in gola, nessuna riesce a trovare lo spiraglio giusto per passare in vantaggio, neppure in power play e il merito va anche e soprattutto agli estremi difensori (Laner e Facchinetti), ancora una volta protagonisti assoluti. Si alzano gli occhi al tabellone e ci si accorge che la prima frazione è volata via senza neanche accorgersene, ma quando già si pensa a come gestire i prossimi venti minuti, Berthod recupera un disco frettolosamente passato da Fabio Rigoni e porta in vantaggio i Vipers in modo rocambolesco. Il numero 8 arancio-nero infatti rompe la propria stecca durante il tiro e manda fuori tempo il portiere patavino che tocca il disco quel che basta per fargli cambiare direzione e finire in porta. Qualche minuto per riprendere fiato, anche per noi che abbiamo seguito da casa, e si torna in pista. Asiago deve difendersi per il primo minuto da un’inferiorità rimediata in chiusura di primo tempo e una volta tornata in parità numerica Rossetto si fa trovare pronto su suggerimento illuminante di Rodeghiero e raddoppia. Ancora lui, il protagonista del vantaggio di Gara 1, spinge avanti la squadra di coach Rigoni. Sembra mettersi bene per i ragazzi dell’altopiano che devono gestire uno 0-2 non da poco, ma al dodicesimo una distrazione di Basso costa il goal che dimezza le distanze: disco facile per Francesco Campulla che tocca per Daniele Carron sul secondo palo e 1-2 che riapre la serata. Asiago rischia con un fallo, ma Padova non è da meno e le situazioni di superiorità rimbalzano da una parte all’altra per far aumentare le fibrillazioni, ma la situazione non cambia e i secondi sul tabellone si consumano come la cera di una candela. Padova prova l’assalto senza portiere ma Facchinetti e la difesa hanno la meglio regalando ai Vipers il secondo 2-1 consecutivo e accesso alla semifinale. Era stato detto, sarebbe stata una lotta di nervi e alla fine a vincerla sono state le Vipere e il loro sangue freddo. Al termine della gara a parlare per gli rancioneri dell’altopiano è Lievore che non esita a dichiarare: << Come da pronostico sapevamo che la partita sarebbe stata difficile da interpretare e da giocare. Sicuramente è stato un match molto fisico anche se in alcune fasi si aspettava più l’errore degli avversari per ripartire. Complimenti ad entrambi i portieri: il nostro “Facco” e Laner che hanno detto la loro sia sabato che stasera. A parer mio ci siamo meritati questa vittoria e quando ci comportiamo da “squadra” siamo davvero bravi. Ora però non dobbiamo mollare e alzare il rendimento in semifinale >>. A fotografare non solo la serata ma asnche la stagione dei Ghosts ci pensa il presidente Enrico Zampieri<< Sapevamo che sarebbe stata una partita tirata fino all’ultimo, come sono sempre state le partite giocate con Asiago durante tutta la stagione, e che le occasioni avrebbero fatto la differenza, e così è stato. Il primo gol segnato rompendo la stecca ne è appunto l’esempio. E’ stata una stagione particolare, abbiamo disputato un girone d’andata assolutamente inaspettato, giocato da protagonista anche con le Big, mentre ci siamo un po’ persi dopo la pausa natalizia ed invece di consolidare, durante il girone di ritorno abbiamo sprecato tanto perdendo un po’ della lucidità e cinismo nei momenti chiave dei match. Ma abbiamo portato a casa un ottimo terzo posto in Final 4 di Coppa Italia. Sono comunque contento dei ragazzi perché al di là di “ Ciocca “ Rigoni , presente a fasi alterne, abbiamo giocato tutta la stagione con una squadra molto giovane. Ora sappiamo su cosa dovremmo lavorare per la prossima stagione, consapevoli del fatto che non si è mai arrivati e che solo il tanto lavoro -anche mentale- serve per arrivare ad essere un atleta, un dirigente, un allenatore ed un presidente migliore ed al servizio del collettivo >>.

PLAYOUT - Fuori o dentro - Mentre si chiudono i quarti di finale scudetto c’è chi invece pensa alla gara di sabato (23 aprile) che vuol dire salvezza. La Lepis Piacenza, dopo la pesante sconfitta di Gara 1, avrà un’ultima possibilità per restare aggrappata alla Serie A, mentre Cittadella cercherà di chiudere i conti e godersi le vacanze per pianificare la prossima stagione nella massima serie. Un appuntamento da seguire, inizio ore 20:30, perché di certo la tensione e le emozioni, nel bene o nel male, non mancheranno.

Adesso per le quattro rimaste c’è un po’ di tempo per riposare, sabato sarebbe servito per eventuale Gara 3, ma mercoledì 27 aprile sarà già tempo di Semifinali scudetto. Sentite anche voi alzarsi il vento di sfida?

Serie A - Playoff Scudetto, i risultati di gara 2 dei quarti di finale (mercoledì 20 aprile)
Monleale Sportleale - Diavoli Vicenza  1-8
Cus Verona - HC Milano 0-5
Edera Trieste - Ferrara Warriors 2-3
Ghosts Padova - Asiago Vipers 1-2

Vicenza, Milano, Ferrara ed Asiago vincono la serie 2-0 (best of 3)

Semifinali scudetto (best of 5)
Diavoli Vicenza (1) - Asiago Vipers (4)
HC Milano(2) - Ferrara Warriors (3)

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Credit foto Vanessa Zenobini