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Serie A: Gare 1 di semifinale scudetto da urlo! Asiago sbanca Vicenza all'overtime e fa suo il derby mentre Milano ribalta la situazione dopo aver rischiato

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Shake it like a Polaroid picture! Ci siamo sentiti così, presi per il bavero e scossi fino a non capirci nulla. Solo dopo, alla fine degli incontri, quando da quella “polaroid” sono iniziate a prendere vita immagini e colori nitidi abbiamo realizzato cosa fosse successo. Se davvero le Gare 1 di semifinale scudetto sono state in grado di farci questo allora non sappiamo più cosa aspettarci. Il bello, o il brutto, è che ancora qualcuno chiede perché l’hockey inline ci piaccia così tanto. Oggi niente caffè, solo tisane rilassanti, per noi ma soprattutto per chi ha giocato ieri sera. Parliamo delle quattro forze del nostro campionato che in questi Playoff Scudetto ci hanno fatto capire che quel che è stato è stato, e ora è tutto possibile, anche veder soffrire o addirittura perdere in casa le favorite al tricolore. Se Milano non si aspettava di dover rincorrere affannosamente il Ferrara, figuriamoci il Vicenza che ancora si starà domandando se quello di ieri fosse un incubo o la dura realtà. Asiago ha infatti espugnato non solo la pista dei campioni in carica, ma ha fatto suo il derby dopo anni (quasi 5) di digiuno. E’ vero, è solo Gara 1 e la serie è al meglio dei 5 incontri, ma ci sono cose che possono cambiare il corso degli eventi, basta saperle sfruttare al meglio. Ecco cosa è successo in questo folle e magnifico mercoledì di semifinale.

Anche il Diavolo può scottarsi - Giocare con il fuoco non è mai consigliato, anche se si è abituati, ed alla fine il Vicenza ne ha pagato le conseguenze contro un Asiago in grado di andare “all’inferno” e tornare vincitore. La vigilia assegnava senza dubbio i favori del pronostico alla squadra del capoluogo berico, vuoi per il rendimento avuto in tutta la stagione, vuoi per il fattore pista e per ultimo, ma non per ordine di importanza perché sono loro a dover difendere quello Scudetto cucito sulle loro maglie. La formazione dell’altopiano invece a forza di sentirsi dire che non avevano nulla da perdere ha sentito scattare nelle loro teste un interruttore che -se saranno in grado di mantenere “sull’ON”- allora ci sarà da divertirsi. Giù il disco, si parte e Asiago prova immediatamente a tenere testa agli avversari. L'equilibrio è labile, in pista ci sono giocatori che possono cambiare volto alla partita in men che non si dica e gli errori si pagano. Proprio le Vipere hanno l’occasione per il vantaggio, ma Lievore spreca a porta vuota (vuotissima!) e i Diavoli si salvano e anzi ringraziano per il power play con il quale Sigmund, su imbeccata di Dal Sasso, sblocca il risultato. Gol mancato, gol subito, un classico. Occhi al cielo nella panchina dell’altopiano e tutto da rifare, ma senza disperarsi troppo. Infatti i ragazzi di Rigoni restano in partita grazie anche agli interventi di Facchinetti, sempre più determinante nei momenti cruciali. Quando però nella testa prende il sopravvento l’idea e il desiderio di riposo Cantele semina il panico e, dopo aver attraversato tutta la pista, si accentra per firmare il raddoppio per i padroni di casa infilando Facchinetti sopra al gambale sinistro. Si va negli spogliatoi con il Vicenza che sa che il 2-0 non è il massimo risultato per mettersi al sicuro, ma comunque non è male per il morale, a differenza di Asiago al quale spetta una reazione nella seconda frazione. Al rientro l’occasione per accorciare le distanze arriva subito, ma il power play viene in prima battuta sfruttato nel peggior modo possibile per gli arancio-neri che perdono un disco “sanguinosissimo” e favoriscono il contropiede della coppia Sigmund-Delfino con il talento statunitense ad approfittare per l’allungo (3-0). Si torna a giocare e il carattere asiaghese prende il sopravvento grazie alla scossa di Munari che, nei minuti restanti di superiorità, spara verso la porta di Frigo e Schivo devia al volo per il momentaneo 3-1. Una rete che potrebbe sembrare quasi innocua nei confronti dei Diavoli che accettano la situazione e riprendono a giocare con il chiaro intento di ripristinare le distanze. La gara invece cresce d’intensità come l’Asiago che non vuole mollare e punta a fare nuovamente breccia nella porta vicentina. I padroni di casa giocano il disco e provano a gestire la situazione, ma gli viene soffiato in attacco finendo sulla stecca di Schivo che così, senza pensarci troppo e senza farsi pregare, trattiene il fiato e si lancia verso la porta avversaria insaccando un “eurogoal” che vale il 3-2 che di fatto riapre tutto a soli sei minuti dalla fine. L’ultima parte di gara non è per cuori deboli e Asiago ci mette tutto quello che ha, soprattutto Rossetto che ci crede fino in fondo e approfitta di un errore difensivo a 50” dalla sirena per infilare per la terza volta Frigo e rimandare così tutto all’over time. Qualche momento di pausa, la tensione è alle stelle, nessuno avrebbe mai pensato ad una svolta del genere. Si torna in pista ed è come gettarsi nel frullatore e farsi sminuzzare i sentimenti. Vicenza si complica la serata andando in 2vs3 (bastonata di Sigmund a Munari) e all’Asiago brillano gli occhi, i ragazzi sono esausti ma sembra che non vogliano mollare proprio ora e così Berthod, dopo una prima parte di powerplay non da manuale (con tanto di disco perso e Delfino a tirare “un rigore” a Facchinetti) prova il tiro che non pur non centrando la porta permette il rimbalzo per Chelodi che con lesta freddezza fa impazzire tutti; chi di gioia e chi disperazione. Al termine della gara ci arrivano le parole di pacata felicità di chi, come Rodeghiero (Vipers), vuole restare con i piedi per terra: << Abbiamo giocato bene sicuramente in difesa. Abbiamo giocato con lo spirito di chi ha fame di vincere. Nel primo tempo forse meritavamo qualcosa in più, ma eravamo sotto di tre reti. Forse è lì che è venuto fuori il nostro vero spirito di unione: per rimettere in piedi una partita così dovevamo solo crederci. Siamo contenti, ma non abbiamo fatto ancora nulla, sabato sarà sicuramente un’altra battaglia. Noi ci crediamo come prima, siamo i Vipers e non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno >>. Per Vicenza invece è Ustignani a dire la sua sull’incontro: << Le sconfitte non sono mai belle e naturalmente ti fanno ragionare. Abbiamo gestito la partita bene tutto il primo tempo e per gran parte del secondo, poi tre episodi ci hanno portato sul 3 pari, creati da noi perché appena gestivamo male il disco, Asiago aveva la possibilità di ripartire. Conosco da tanti anni questa squadra e so che non mollano mai e possono dar fastidio a tutte le squadre del campionato. Credo che dovremo guardar bene gli errori che abbiamo fatto, anche in overtime purtroppo abbiamo preso una penalità, forse dubbia secondo me, dopo il metro che era stato tenuto tutta la partita con penalità non fischiate da entrambe le parti. L’anno scorso abbiamo imparato che perdendo si può vincere ugualmente, siamo una squadra matura abbastanza per reagire e sarà una bellissima partita ad Asiago >>.

Il rovescio della medaglia - Serata dura anche per l’altra favorita, l’HC Milano, che contro Ferrara rischia e soffre nel primo tempo per poi tirare un sospiro di sollievo, ma soprattutto tira fuori gli artigli nella seconda parte di gara. Chi stava seguendo le gare avrà pensato ad una mercoledì folle ed impronosticabile. Pronti via e gli estensi sono già in vantaggio con Crivellari quando non sono passati nemmeno 100”. I meneghini si guardano in modo attonito, neanche loro possono pensare a un avvio così brusco. Banchero e compagni provano a farsi scivolare addosso la cosa e iniziano a giocare ma si accorgono che di fronte hanno un avversario con il fumo agli occhi e che vuole giocarsi ogni tipo di chance. Al quinto gli ospiti vanno in inferiorità e si apre una ghiotta opportunità che però il Milano non riesce a cogliere grazie ad una difesa stretta e un ottimo Peruzzi fra i pali. La gara va avanti e gli attacchi rossoblù non trovano gloria e la cosa inizia ad impensierire una squadra che solitamente non ha queste difficoltà realizzative. Al quindicesimo è ancora power play per i ragazzi di coach Sommadossi che vanno vicinissimi al pareggio ma le grida di gioia si smorzano sul palo colpito da Fiala che fa partire un contropiede velenoso con Andrea Bellini a trovare l’incredibile raddoppio in penalty killing. 0-2, una colpo che fa male e che necessita di una pronta risposta. Scorrono i secondi prima della sirena che deve accompagnare tutti negli spogliatoi, ma Hodge non lascia nulla di intentato e dal fondo della pista lancia un disco nel mucchio davanti la porta estense con Fiala a trovare il guizzo giusto con solo 1 secondo sul cronometro! Milano va a pianificare la seconda parte di gara ringalluzzito avendo ritrovato il sorriso e soprattutto la via del gol. Si torna a giocare, la gara ha un altro volto e il Ferrara sa che deve evitare di concedere troppo ai meneghini che si avvicinano sempre più al pareggio. Al venticinquesimo però gli estensi commettono un nuovo fallo (Matteo Bellini) e porgono il fianco ai padroni di casa che dopo aver messo a dura prova Peruzzi trovano il 2-2 a diciotto secondi dal ripristino della parità numerica. A suonare la carica è Banchero che una volta ricevuto da Hodge scaglia in porta un violento tiro che si insacca sfruttando anche il velo di Ferrari. Gara riaperta e Milano che ora ha il coltello dalla parte del manico. Ferrara però non si arrende e si presenta in solitaria con Crivellari davanti a Mai che però ipnotizza il n.11 dei Warriors. Goal sbagliato…e goal subito e il sorpasso lo imposta proprio Fiala che su un ingaggio vinto in fase di difesa si invola in attacco, gira dietro porta e serve Hodge che di prima intenzione firma il 3-2 sul palo alla destra di Peruzzi. Il Ferrara ora sì che sbanda e non sembra riuscire a riportarsi sui binari giusti; dopo un avvio travolgente è ora costretto a rincorrere ed il tempo per provarci è sempre meno. A togliere tutti i dubbi però ci pensa Vendrame, servito da Banchero, che riceve e dal centro beffa tutti con un tiro di rovescio. Milano esce così da una nebbia di paura che l’aveva avvolta per quasi 30 minuti, ma l’importante era vincere ed andare in vantaggio nella serie. A strigliare i suoi è però coach Sommadossi che ricorda a tutti che il margine di errore nei Playoff è pressoché nullo: << Non sono contento per come abbiamo approcciato la gara, sono i playoff e bisogna avere un altro atteggiamento. Detto questo, la partita poi l'abbiamo fatta noi, dovevamo concretizzare di più. Il gol di Fiala ci ha rimesso in carreggiata, contro un Ferrara che ha messo in pista grande agonismo giocando in maniera differente rispetto all'ultima volta. Ma questi appunto sono i playoff, è un campionato a parte, quello che conta davvero >>.

Dopo due Gara 1 così ci verrebbe da dire: chiudete tutto! Ma saremmo folli anche solo a pensarlo. Noi non vediamo l’ora che arrivi sabato per farci shakerare ancora un’altra volta. E voi?

 

Serie A - Play Off Scudetto, i risultati delle semifinali scudetto (mercoledì 27 aprile 2022)
Diavoli Vicenza - Asiago Vipers 3-4 (OT) (primo tempo 2-0)
HC Milano - Ferrara Warriors 4-2 (primo tempo 1-2)

Asiago e Milano in vantaggio 1-0 sulla serie (Best of 5)

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Credit foto Vanessa Zenobini