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100 anni di FISR: l'Inline Downhill raccontato da un veterano come Tacchini

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La Federazione Italiana Sport Rotellistici compie 100 anni e, a farle gli auguri raccontandone anche un po’ di storia, non poteva che essere il veterano atleta Davide Tacchini. Di Piacenza, portabandiera 47enne della Fila Skates-Fideuram (Green Team), Tacchini sarà impegnato anche in questi Campionati Italiani di inline downhill, disciplina del pattinaggio inline che combina velocità, tecnica, prontezza di riflessi ed un briciolo di audacia. Le gare si svolgeranno all’interno degli Italian Roller Games dal 22 al 24 luglio nel circuito stradale di Rogno. Tacchini, che nella vita insegna Lingua e letteratura araba all’università tedesca di Jena e a quella di Parma, ha iniziato da bambino con l’hockey pista, poi è passato alla corsa. La sua vita ha preso una piega diversa quando, nel 1999 ha conosciuto il campione di downhill Oscar Galliazzo: ha partecipato alla sua prima competizione in Sud Africa e da allora non ha mai smesso. Di recente Davide Tacchini è stato nominato chairman della commissione Europea della disciplina, mentre il croato Luka Markic della commissione mondiale. 

Qual è la storia di questa disciplina e quando arriva in Italia?

Il downhill nasce in Svizzera, in particolare nella città di Losanna, nella prima metà degli anni ’90. Nei primi anni famoso International Roller Contest ha visto la partecipazione di campioni di livello mondiale in tutte le discipline "acrobatiche" a rotelle: dallo street al vert, una delle half pipe più grandi in circolazione era montata lì ogni anno, e anche del downhill. All’inizio (1994-95) si correva nel parco pubblico chiuso al traffico della Vallée de la Jeunesse (con anche 300 iscritti alla gara di discesa) poi col passare degli anni sono stati proposti percorsi molto più impegnativi in città: velocissimi e lunghi anche 3 km. Losanna ha ospitato i Campionati del mondo Firs, ora World Skate, nel 2001 e nel 2014. In Italia, invece, la disciplina è arrivata nella seconda metà degli anni ’90, con le prime tappe di World cup a Piancavallo (1998-2000), ad Aosta e a Spoleto (2000-2001). Altro centro mondiale della disciplina, negli anni 2005-2015, è stata Lione, in Francia; il Lugdunum contest è stato teatro di due Campionati del mondo e di molte tappe di World cup. Il primo campionato del mondo FIRS riconosciuto si è svolto a Zell am See in Austria nel 2000, ed è stato vinto dall'italiano Oscar Galliazzo. Nella categoria femminile, poco partecipata nelle prime stagioni, la svizzera Gaby Leuenberger e la francese Séverine Christ-Thomas (15 titoli mondiali) hanno dominato la disciplina nei primi 15 anni; e la sua bella rivalità con la connazionale Marjorie Phlippoteau ha animato la scena internazionale per oltre un decennio. Anche in questo caso l'ago della bilancia si è spostato poi nel nostro paese, con le azzurre Martina Paciolla e Claudia Massara a spartirsi i titoli dal 2017 in poi. Ultimamente è emerso uno dei più grandi talenti della storia, la ventiduenne losannese Romane Favia: non ha perso una gara da quando si è affacciata al circuito internazionale, compreso il Mondiale 2021 a Bettola (PC), in Italia.

Chi sono stati i pionieri di questa disciplina? Le prime gare?

In primis Luc Lenoir. Losannese, soprannominato "Le Patron”, è in assoluto il pioniere della disciplina, insieme a lui il Francese Gigi Genoux, ma meno incisivo. Per l’Italia vanno di certo nominati Oscar e Stefano Galliazzo, di Cassano d’Adda: il primo pluricampione del mondo di pattinaggio corsa, il secondo campione europeo e prima, giocatore di hockey pista in serie A. Sono stati i capostipite della specialità nel nostro Paese e i maestri per tutti quelli della mia generazione. I primi anni di alto livello del downhill, dal 1998 fino al 2005 circa, hanno visto l’appassionante rivalità fra Luc Lenoir e i fratelli Galliazzo. Nel 2000-2001 ha iniziato a brillare la nuova stella, che dominerà la scena per i successivi 15 anni: l’austriaco Daniel ladurner, 7 volte campione del mondo e fra i migliori frenatori della storia. E nel 2004, al Mondiale a Lione, è esploso quello che sarà il suo avversario per molti anni a venire, il francese Harry Perna (5 titoli mondiali). Dal 2016 in avanti hanno cominciato ad affermarsi nuovi protagonisti, e gli azzurri hanno cominciato a dominare la scena. Angelo Vecchi, campione del mondo 2016, Agustin Tussetto, campione del mondo 2018 mass race e, soprattutto, Renato Pennuti, campione del mondo 2018 a Cronometro e nel 2021 (2 titoli). È quest’ultimo, al momento, il più forte discesista a livello planetario. Da cinque anni a questa parte il downhill di alto livello non vede più solo l'Europa come cuore pulsante; il movimento in Centro e Sud America (Perù, Argentina, Brasile, Messico e soprattutto Colombia), infatti, è attivissimo con gare organizzate praticamente ogni weekend, come succedeva da noi vent'anni fa. La Colombia, potenza mondiale a rotelle in molte discipline, si è affacciata al panorama del downhill da qualche stagione e Diego Posada ha subito vinto il titolo Mondiale ai WRG di Barcellona (pur su di un percorso anomalo e favorevole a speedskaters di livello, tanto che sul podio è salito il campione del mondo di corsa Luca Presti). Il cileno Ricardo Escalante è arrivato quinto a Barcellona, ma è fra i favoriti ai prossimi WRG in Argentina.

 Qualche curiosità/aneddoto che vale la pena essere raccontato? 

Cape Town, Sud Africa, Redbull Downhill Extreme: le risalite si facevano su una strada diversa dal percorso, in modo da non dover interrompere lo svolgimento della gara. I furgoni Redbull riaccompagnavano gli atleti alla partenza passando per una sorta di superstrada a quattro corsie. Luc Lenoir non aveva trovato posto a sedere sul pulmino per cui si è attaccato al portellone del mezzo facendosi trainare. È una cosa che si fa abitualmente nelle risalite, ma di solito non si passa in autostrada! Ricordo perfettamente che si viaggiava a 60 miglia orarie (100 km/h più o meno). Mentre il furgone era intento a sorpassare un'altra auto, quindi in corsia di sorpasso, Luc ha mollato la presa, si spostato sulla destra (in Sud Africa si circola sulla sinistra) e si è attaccato allo specchietto della macchina che stavamo superando. Ricordo la faccia terrorizzata della signora alla guida. Le ha sorriso, l'ha salutata in tempo per darsi una piccola spinta con le braccia e riattaccarsi al furgone. Grande tecnica di pattinaggio, abitudine alla velocità...e un po' di follia.

Come sono evolute le protezioni e com'è cambiato il downhill nel corso degli anni? 

Dal 2011, quando sono diventato presidente della IIDA-International Inline Downhill Association ho previsto un controllo delle protezioni alla partenza, controllo che si svolge ancora oggi. Da allora sono obbligatori e vengono verificati prima di partire: casco integrale (da volo-paracadutismo o anche da motociclismo) paraschiena (armadillo da moto o da snowboard), ginocchiere, gomitiere e guanti o parapolsi. Sono consigliati, ma non obbligatori, i pantaloncini con crashpad tipo da snowboard o sci. 

Come ci si avvicina a questo sport e quali sono le caratteristiche fisiche necessarie? 

Sicuramente essere dei buoni pattinatori, quindi aver ottimo controllo del mezzo...il resto s’impara. La FISR organizza, attraverso una commissione tecnica apposita, gare e clinics per le categorie ragazzi e allievi. Per la prima volta s’investe sull'attività giovanile, in modo da creare una generazione di discesisti che siano nati con questa disciplina e non provengano da qualcos’altro.

Prospettive future? 

La World Skate ha recentemente rinnovato le commissioni di settore e per la prima volta si svolgeranno non solamente i Campionati mondiali, sotto l'egida WS, ma anche quelli continentali.