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La nuova era del freestyle azzurro: successo e passaggio di testimone alle giovani promesse

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Chiuso il primo storico Campus di Eccellenza al Centro Olimpico: Nazionale caricata a molla per i Mondiali in Paraguay dopo la visita del Segretario Generale Alberto Tappa. Oggi, 9 settembre, al via il raduno per i 29 giovanissimi talenti del "Progetto Marco Polo", arricchito da una alta partecipazione dei tecnici.

FORMIA – Il primo atto di una rivoluzione epocale si è appena concluso, ma l'aria che si respira tra i viali del Centro di Preparazione Olimpica di Formia è ancora carica di adrenalina e futuro. Il primo, storico Campus dedicato alla Nazionale Italiana e ai migliori prospetti Junior e Senior di Inline Freestyle e Skate Cross si è chiuso registrando uno straordinario successo. Un'esperienza che ha letteralmente "illuminato" i ragazzi, dotandoli di nuovi strumenti, dati e metodologie, e lasciandoli super motivati per lo sprint finale della stagione e per gettare le basi del lavoro dei prossimi anni.

Verso il Paraguay con il supporto della Federazione

A suggellare l'importanza di queste giornate è stata la visita del Segretario Generale Skate Italia, Alberto Tappa. Incontrando gli atleti e l'intero staff tecnico, Tappa ha voluto condividere e sottolineare la straordinarietà di questo progetto e il peso storico del momento: l'ingresso ufficiale del freestyle all'interno del Centro Olimpico di Formia, senza dubbio la struttura di preparazione più iconica e attrezzata d'Italia. Il Segretario Generale ha poi rivolto alla squadra un caloroso in bocca al lupo in vista dell'imminente e attesissimo Campionato del Mondo in Paraguay, dove gli Azzurri sono chiamati a portare in pista la grinta e la consapevolezza maturate in questi giorni.

La sinergia vincente: un trionfo di partecipazione per i tecnici

Un motivo di estremo orgoglio e profonda soddisfazione per la Federazione in queste giornate è stata la massiccia e attiva presenza dei tecnici. Aver visto un numero così elevato di allenatori societari partecipare e affiancare lo staff della Nazionale – sia durante il raduno per Junior e Senior, sia da oggi per i giovanissimi – è il segnale più forte che il movimento potesse dare. Dimostra che il "Progetto Marco Polo" è stato compreso nella sua essenza: non un programma isolato, ma un lavoro di squadra totale. Solo attraverso questa continua condivisione, in cui i tecnici immagazzinano il nuovo know-how per poi applicarlo quotidianamente nelle proprie società, si potrà davvero compiere il salto di qualità definitivo.

Il futuro è oggi: al via il Campus delle Giovani Promesse

Se per i Senior il Campus ha rappresentato un fondamentale step di ottimizzazione in vista degli impegni internazionali, per le nuove generazioni è la posa della prima pietra. Oggi, 9 settembre, il parquet di Formia accoglie 29 ragazzi e ragazze tra gli 8 e i 13 anni, identificati dai due Commissari Tecnici e dagli Specialist come i pattinatori dal più alto potenziale in Italia.

È proprio per loro, e su di loro, che si fonda il cuore pulsante del "Progetto Marco Polo". Saranno infatti queste giovani promesse la prima vera generazione di pattinatori a poter interiorizzare, fin dai primissimi passi agonistici, tutti i metodi, le strategie e i protocolli scientifici che l'équipe federale sta attualmente testando e perfezionando sui campioni delle categorie Junior e Senior. L'enorme vantaggio di questo gruppo è quello di non avere "vizi" tecnici da dover correggere, garantendo un'impostazione "pulita" su cui applicare immediatamente le nuove direttrici metodologiche per combattere e superare il predominio asiatico.

L'obiettivo a lungo termine – il traguardo del 2035 – parte fisicamente e mentalmente da qui. Se chiudiamo gli occhi e guardiamo all'orizzonte del decennio, la prospettiva è esaltante: i bambini e i ragazzini che in queste ore allacciano i pattini a Formia, emozionati e con gli occhi pieni di meraviglia, tra dieci anni saranno gli uomini e le donne chiamati a vestire la maglia Azzurra ai vertici dei Campionati Mondiali ed Europei. Saranno i frutti maturi di un ecosistema vincente, l'avanguardia di una nuova scuola italiana progettata sin da oggi per dominare. Ma c'è un aspetto fondamentale da sottolineare: le porte di questo progetto non si chiudono oggi. L'ingresso al Campus, infatti, rimarrà sempre aperto e dinamico. Il team federale sarà costantemente in ascolto e in osservazione di ciò che accadrà durante l'anno sportivo, pronto a integrare in questo gruppo d'élite eventuali nuovi atleti che si distingueranno nel corso della stagione. Il messaggio per tutti i giovani pattinatori italiani è quindi chiaro e forte: nessuno deve sedersi, perché chiunque dimostrerà in pista, con talento e dedizione, di meritarselo, verrà sicuramente convocato ai prossimi appuntamenti. 

Non solo sport: una scuola di vita

La visione della Federazione, tuttavia, va ben oltre l'aspetto puramente biomeccanico e agonistico. Per molti di questi 29 ragazzi, i quattro giorni al Centro Olimpico non saranno solamente un'immersione totale nel pattinaggio, ma un momento di crescita personale insostituibile, un bagaglio di condivisione e conoscenze che li accompagnerà per i prossimi anni e, con ogni probabilità, per tutta la vita.

Per tanti di loro sarà la prima volta lontani dalla propria famiglia, la prima volta a condividere la camera con i coetanei, la prima volta in cui si troveranno a vivere e faticare per quattro giorni da soli, inseriti in un gruppo unito da un unico, grande obiettivo. Condivisione, disciplina e costruzione di una mentalità vincente fin da piccoli: a Formia non si stanno forgiando solo i campioni del mondo di domani, ma si sta costruendo il futuro umano e sportivo del Freestyle italiano.